Come si calcola il TFR
Il Trattamento di Fine Rapporto è una parte della retribuzione che il datore di lavoro accantona ogni anno e ti versa quando il rapporto di lavoro termina, per qualsiasi motivo: dimissioni, licenziamento, scadenza del contratto o pensionamento. Le regole sono fissate dall'articolo 2120 del Codice civile.
1. La quota annuale
Ogni anno si accantona una somma pari alla retribuzione annua divisa per 13,5. Da questa si sottrae lo 0,50% della retribuzione imponibile, un contributo che il datore di lavoro versa all'INPS.
es. 30.000 ÷ 13,5 − 150 = 2.072,22 €
2. La rivalutazione
Al 31 dicembre il TFR accumulato fino all'anno precedente viene rivalutato con un tasso composto da una parte fissa dell'1,5% e da una parte variabile pari al 75% dell'aumento dei prezzi misurato dall'ISTAT (indice FOI). La quota maturata nell'anno in corso non si rivaluta.
es. con inflazione al 2%: 1,5% + 1,5% = 3%
3. L'imposta sostitutiva
Sulla rivalutazione si paga ogni anno un'imposta sostitutiva del 17%, trattenuta direttamente dal fondo. Per questo la rivalutazione non viene tassata una seconda volta al momento della liquidazione.
Come viene tassato il TFR
Il TFR non si somma agli altri redditi dell'anno: segue la tassazione separata. Il datore di lavoro applica un'aliquota media calcolata così:
- si divide il TFR (esclusa la rivalutazione) per gli anni e i mesi di servizio e si moltiplica per 12, ottenendo il cosiddetto reddito di riferimento;
- si calcola l'IRPEF su questo reddito con gli scaglioni in vigore (23% fino a 28.000 €, 33% da 28.000 a 50.000 €, 43% oltre);
- il rapporto tra imposta e reddito di riferimento è l'aliquota media che si applica a tutto il TFR.
Quando viene pagato il TFR
Il TFR viene pagato alla cessazione del rapporto, nei tempi previsti dal contratto collettivo: spesso insieme all'ultima busta paga o nei mesi successivi. Se l'azienda non paga perché insolvente o fallita, puoi chiedere l'intervento del Fondo di Garanzia dell'INPS.
Anticipo del TFR
Dopo almeno otto anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro puoi chiedere un anticipo fino al 70% del TFR maturato. È ammesso per spese sanitarie straordinarie, per l'acquisto della prima casa per te o per i tuoi figli e durante i congedi parentali o formativi. L'anticipo si può ottenere una sola volta nel corso del rapporto.
TFR in azienda o nel fondo pensione?
Entro sei mesi dall'assunzione scegli se lasciare il TFR in azienda o destinarlo a un fondo pensione. Nelle aziende con almeno 50 dipendenti, il TFR non destinato ai fondi viene versato al Fondo di Tesoreria dell'INPS, ma per te le regole di calcolo restano le stesse. Nel fondo pensione la prestazione finale è tassata al 15%, con una riduzione fino al 9% dopo 35 anni di partecipazione; il capitale però segue l'andamento dei mercati.
Domande frequenti sul TFR
La tredicesima entra nel calcolo del TFR?
Sì. In generale la base comprende tutte le somme pagate in modo non occasionale, comprese tredicesima e quattordicesima, salvo diversa previsione del contratto collettivo. Sono esclusi i rimborsi spese.
Il TFR spetta anche se mi dimetto?
Sì. Il TFR spetta sempre alla fine del rapporto di lavoro subordinato, qualunque sia la causa: dimissioni, licenziamento, fine del contratto a termine o pensione.
Con il part-time il TFR è più basso?
Sì, perché la quota annuale è proporzionale alla retribuzione effettivamente percepita. Il metodo di calcolo resta lo stesso.
Quanto TFR matura in un anno?
Circa il 7,4% della retribuzione annua lorda, cioè poco meno di una mensilità. Con una RAL di 30.000 € la quota annuale è di circa 2.070 €, prima della rivalutazione.
Il risultato della calcolatrice è quello che riceverò?
È una stima. L'importo reale dipende dalla tua retribuzione effettiva anno per anno, dai coefficienti ISTAT ufficiali, dal contratto collettivo e dalla riliquidazione dell'Agenzia delle Entrate. Per la cifra esatta controlla il prospetto del TFR in busta paga o chiedi all'ufficio del personale.